Territorio, Valutazione Ambientale Strategica e Partecipazione
Il territorio e il ruolo attivo che le comunità locali possono assumere per la sua pianificazione e gestione è uno dei temi verso cui, nella nostra visione di sostenibilità e sviluppo, guardiamo con maggior attenzione ed interesse.
Pensiamo in primo luogo alla cosiddetta “urbanistica partecipata”, che mette appunto in evidenza nei progetti il ruolo dei cittadini (in forma libera o associata), in uno scenario che vede accentuata l'interdipendenza degli attori del territorio tra loro e nel legame con quest’ultimo. Denominatore comune delle azioni di urbanistica partecipata è la sostenibilità ambientale degli interventi di pianificazione da promuovere.
Nell’ottica dell'urbanistica partecipata, le istituzioni locali si orientano verso un nuovo concetto di governo del territorio (governance) che mira a coinvolgerne tutti gli attori, seguendo un modello di sistema aperto, adattivo e reversibile: alle sedi tradizionali degli eletti si vengono quindi ad affiancare sedi formali ed informali di confronto e orientamento (tavoli sociali, laboratori di quartiere, cabine di regia, forum multi attori), che hanno lo scopo di mettere a confronto interessi territoriali in forma diretta, tanto nella fase di elaborazione di piani e progetti quanto in quella di distribuzione di ruoli e responsabilità per la loro attuazione, ferma restando la titolarità dei rappresentati eletti di recepire o meno le indicazioni assunte nella formulazione delle decisioni.
Nel considerare il ruolo della cittadinanza nel disegno della città, il primo livello che dobbiamo considerare è quell’essenziale elemento di ‘controllo sociale’ che, al di là delle disponibilità delle amministrazioni, riesce quasi sempre a darsi voce quando si tratta di interventi ad elevato impatto. In questa chiave vanno interpretate anche le variegate forme di consultazione organizzata che a volte le amministrazioni mettono in campo per raccogliere l’orientamento dei cittadini su iniziative, piani e progetti già definiti. Si tratta tuttavia di un’attività di ascolto che però si esercita su un ristretto ventaglio di opzioni predeterminate, sulle quali ben pochi hanno potuto influire, se non addirittura su iniziative già in essere sulle quali si cerca di testare il gradimento.
Il ruolo dei cittadini nell’influire sullo sviluppo urbano può invece essere a nostro avviso davvero significativo, in quanto può assumere aspetti di proposta nel concepire e dare vita a progetti significativi di riqualificazione urbana e di ripensamento a lungo termine della città.
A seconda degli obiettivi e dei livelli partecipativi che si intendono raggiungere (di informazione, consultazione, collaborazione o proposta e autogestione) possono essere utilizzate diverse metodologie, tecniche e strumenti per il coinvolgimento del territorio: fogli informativi, questionari, cataloghi di scelte, forum (anche telematici), realizzazione di sedi di informazione e dibattito, referendum popolari ed altre modalità di consultazione e tecniche di collaborazione progettuale che tendono a costruire una comune consapevolezza degli scenari possibili ed a favorire l’efficacia dei processi decisionali in condizioni di complessità (EASW, brain storming, action planning, open space technology, planning for real, future search, ecc..).
Sotto il profilo degli strumenti attuativi, esistono vari programmi di pianificazione urbana previsti dalla legislazione, quali i contratti di quartiere (programmi integrati di recupero urbano finalizzati alla promozione dello sviluppo sociale, economico ed occupazionale a livello di quartiere o d'area), i patti territoriali, i programmi di recupero urbano, i Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio. In essi, gli attori del territorio svolgono un ruolo attivo di promotori, investitori, gestori, fruitori attraverso una concertazione che prevede accordi privilegiati con gli investitori, talvolta estesi anche ad organizzazioni Sindacali e alla comunità locale stessa.
A supporto del coinvolgimento degli attori locali nelle scelte che riguardando il loro territorio sono state in particolare recentemente emanate due direttive europee:
- la Direttiva 2001/42/CE che impone a piani e programmi di un certo rilievo territoriale la procedura di Valutazione Ambientale Strategica, prevedendo il coinvolgimento della comunità locale;
- la Direttiva 2003/35/CE che prevede la partecipazione del pubblico nell’elaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale e che sancisce la necessità di attivare processi di partecipazione territoriale.
Più nello specifico, la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) completa il quadro degli strumenti di valutazione delle azioni che possono avere effetti significativi sul territorio e sull'ambiente. Obiettivo della Direttiva è "garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e contribuire all'integrazione di considerazioni ambientali all'atto dell'elaborazione e dell'adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile", obiettivo da raggiungere mediante decisioni ed azioni ispirate al principio di precauzione e costituendo un sistema nel quale l'intero ciclo della decisione viene valutato nel suo compiersi; le indicazioni europee sono recepite in Italia nel Testo Unico degli Enti locali (D. Lgs. 267/2000) e nel Testo Unico in materia ambientale (D. Lgs. 152/2006 modificato dal D.Lgs. 4/2008).
In sostanza, in cosa consiste la VAS? Si tratta di un processo continuo che accompagna l’intero ciclo di vita del piano o programma a partire dalla sua elaborazione fino alla fase di attuazione e gestione: essa mira infatti ad integrare la dimensione ambientale nel quadro delle scelte di carattere economico, sociale, funzionale e territoriale del piano, in modo da evitare che le implicazioni ambientali siano prese in considerazione solo a cose fatte.
Come già accennato, nella VAS il tema della sostenibilità ambientale delle scelte della pianificazione viene non solo proposto alla valutazione dei tecnici e dei decisori (le Autorità Ambientali), ma anche sottoposto al dibattito pubblico e alla partecipazione delle comunità locali e delle associazioni e categorie di settore. La partecipazione interviene soprattutto nelle fasi della definizione degli obiettivi, della generazione delle alternative e dell’informazione alla cittadinanza. Secondo i criteri elaborati dalla regione Lombardia: “i momenti di partecipazione devono essere programmati lungo tutte le fasi, utilizzando gli strumenti più efficaci, e devono disporre delle risorse economiche e organizzative necessarie”.
Questo percorso di valutazione costante e di integrazione deve mantenere, nella procedura di VAS, una traccia esplicita, espressa nel Rapporto Ambientale, che riassume le informazioni e le considerazioni ambientali correlate alle diverse fasi del piano: le modifiche-integrazioni proposte, le alternative individuate, la stima dei possibili effetti significativi sull’ambiente, le misure di mitigazione e compensazione previste.
Una Dichiarazione di Sintesi conclude il processo di pianificazione ed entra a far parte del piano stesso: è qui che si esplicita in quale modo si è tenuto conto, nella decisione finale, del Rapporto Ambientale, dei pareri e delle osservazioni ricevute, e si riassumono gli obiettivi e gli impegni assunti per la sostenibilità nell’attuazione del Piano, compresi quelli relativi al sistema di monitoraggio e alle regole di retroazione, qualora gli effetti siano diversi da quelli previsti.
Casi studio:
-
il PGT partecipato on-line del Comune di Vimercate
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il portale GIUNTAPERTA di Provincia di Milano
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la VAS del PTCP di Lodi





