Cittadinanza attiva e Reti Civiche
"La cittadinanza è l'invenzione più interessante dell'Occidente: essa ha degli uomini un'idea altissima, dal momento che chiede loro di saper governare se stessi, sottraendosi a due opposte derive, quella del totalitarismo, che ne fa dei sudditi, e quella del mercato, che ne fa dei clienti. A queste due forme di eterodirezione essa contrappone la via di una comunità costruita a partire dalla libertà, un equilibrio delicato e prezioso tra diritti e doveri, attenzione e passione, emozioni e progetti, ambizioni private e pubbliche virtù". F. Cassano, Homo Civicus, Edizioni Dedalo, 2004
I processi di governo democratico si stanno via via caratterizzando alla luce della nuova area di relazioni fra soggetti pubblici (legittimati attraverso le procedure elettive democratiche) e soggetti privati organizzati e non (rappresentanze di interessi, imprese e istituzioni di particolare rilevanza socio-economica ma anche gruppi informali, associazioni e cittadini singoli): se da un lato tale novità richiede un maggior coordinamento dell’azione degli attori istituzionali ai diversi livelli di governo (governance multilivello), dall’altro un elemento chiave di tale processo è rappresentato dal ruolo assunto nello stesso dalla cittadinanza, che sempre più diviene “cittadinanza attiva”, promotrice e protagonista di iniziative dal basso e attore fondamentale di processi partecipativi inaugurati dagli enti istituzionali.
In questo scenario, di particolare interesse è a nostro avviso il ruolo delle reti civiche, iniziative di telematica civica che favoriscono la comunicazione attiva, interattiva e non gerarchica tra i cittadini su temi di interesse pubblico e che possono essere considerate quali esperienze pionieristiche a supporto della partecipazione (nate nella prima era di Internet, prima dell’avvento del web), fortemente radicate in specifiche realtà territoriali locali: le reti civiche contribuiscono infatti a creare e rafforzare l'identità locale, consentono l'accesso e la visibilità del territorio ad un pubblico che, potenzialmente, è di scala globale (diffondendo la storia e l'immagine dei sistemi locali nel mondo) e agiscono a scala locale come “un nuovo tipo di istituzione pubblica […], una nuova arena per il dibattito sociale […] nella quale tutti i cittadini possono essere giocatori attivi in continua evoluzione verso il futuro" (Schuler, 2002, p. 78). Secondo Schuler, obiettivo primario delle reti civiche è quello di “conseguire risultati sociali quali costruire una coscienza collettiva e comunitaria, incoraggiare il coinvolgimento nelle scelte di governo locale, o sviluppare opportunità economiche in comunità svantaggiate”: in sostanza, l’aspetto più importante delle reti civiche sta proprio nel loro immenso potenziale partecipativo.
Sotto il profilo dei servizi offerti, le reti civiche tipicamente “forniscono accesso a internet, accesso elettronico alle informazioni (tramite protocollo ftp), forum di domanda e risposta e discussioni “community oriented” per promuovere una democrazia partecipativa nella quale i cittadini possano dialogare con i rappresentanti delle istituzioni ovvero gli uni con gli altri” (Schuler, 1994, p. 40).
Ci preme qui fare un’ultima considerazione: sebbene le reti civiche abbiamo fornito una cornice per processi di “civic intelligence” (Schuler, 2001), per supportare i progetti delle comunità locali (De Cindio, 2004) e per promuovere il dialogo fra i cittadini e tra cittadini e istituzioni (Casapulla et al., 1998; Ranerup, 2000; De Cindio e Schuler, 2007; De Cindio et al., 2007), è necessario ricordare che tuttavia le stesse spesso non sono riuscite ad avere impatti significativi sui processi istituzionali di discussione e decisione (Miani, 2002); tra le possibili ragioni di tale “fallimento” (che hanno natura anche politica, sociale, economica..) due sono i motivi di natura prettamente tecnologica (De Cindio e Schuler, 2007):
- le soluzioni ICT alla base della partecipazione in rete nelle reti civiche non sono tipicamente adeguate a processi di effettiva deliberazione ed all’assunzione di decisioni;
- le discussioni nelle reti civiche sono spesso basate sui punti di vista “originari” dei partecipanti piuttosto che su argomentazioni informate, supportate da contributi informativi appropriati e ragionevolmente accurati (Fishkin and Luskin, 2005).
Proprio per fare fronte a tali difficoltà nascono strumenti di e-participation quali la piattaforma OpenDCN, finalizzata appunto a fornire un supporto tecnologico a processi partecipativi informati, decisionali e deliberativi. Le reti civiche, in quanto ambiente sociale che ha una buona pratica con l'uso delle tecnologie ICT per scopi civici e che d'altra parte ben conosce i limiti della discussione "libera", possono naturalmente rappresentare un contesto favorevole per sperimentare tali applicazioni ICT a supporto di processi partecipativi di natura deliberativa (De Cindio et al., 2007).
Casi studio:
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il portale partecipaMi
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la Rete Civica di Milano
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il progetto e21 - per lo sviluppo della cittadinanza digitale in Agenda 21
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il portale Associazioni Milano
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l'iniziativa e-soccer FIFA 2010
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l'iniziativa 68cittàstudi





